Ain’t No Sunshine When She’s Gone

Ain’t No Sunshine

Filtra la luce dalle tapparelle bucate, scheggiate, impolverate.

Luce gialla di un pomeriggio seppiato d’afa e attesa pigra di un nulla che cancelli altro nulla nello scorrere di un tempo consapevolmente ipocrita.

And I know…

I know…

I know…

Una vecchia scatola di cartone a fiori verdi e rosa, enormi, giace sedimentata tra un libro e una memoria, appena sotto la lampada a fungo di plastica arancione.

Potrei aprirla per controllare un contenuto di cui non sono, o non voglio essere, certo. Oppure no. Oppure potrei più banalmente arrivare fino al frigorifero celeste e stapparmi una birra fresca. Oppure potrei alzare la cornetta del telefono rosso e chiamare un amico o un’amica. A scelta nell’elenco delle parole di cui sono creditore.

O ancora rimanere semplicemente dove sono, immobile a guardare il seppia attraverso le lenti degli occhi. Come un film muto dalle immagini posticce.