noia

La tua noia ha un prezzo

Rifiutarsi dinanzi alla logica estesa e standardizzata di fungere da passatempo e sollazzo per tutti coloro che della vita hanno sniffato appena appena le scie di odori lasciate nell’aria da chi è stato, è diventata per me una precisa scelta etica di riassestamento degli equilibri. L’applicazione di una regola d’equità nei confronti del me con le palle calate alle caviglie dalla stolida ripetitività degli egoismi nemmeno vagamente esteticamente mistificati.

E insomma! Che diamine! Che almeno ci si impegni nei confronti di una bella finzione.

Ti annoi? Non hai interlocutori? Vuoi ascoltare le mie storie? Vuoi pezzi della mia vita da sgranocchiare nelle tue ripetitive serate di solitudine?

Pagami!

Arresta il sistema

Arresta il sistema.

Perentorio, deciso, fermo.

Ogni volta che con il polpastrello pigio leggermente e affondo lieve su quel click attutito, io arresto il sistema.

Che straordinaria sensazione di potere…

Uei! Attenzione eh! Io sono quello che arresta il sistema!

Non facciamo scherzi, c’è poco da ridere. Anzi, non fatemi innervosire, sennò io arresto il sistema.

Buongiorno a tutti, io sono quello che arresta i sistemi.

Il mio nome è Doe, John Doe, arresto sistemi.

Sì, ma quali?

E’ tutta colpa del sistema!

Ecco, io lo arresto. Quel sistema lì. Come il tecnico della caldaia, io arrivo e te lo arresto in un attimo. Quanto fa? Ma guardi ci sarebbe il costo della chiamata per l’intervento. Ma non ho aggiunto pezzi, ho solo arrestato il sistema, quello della colpa. Quindi le applico la tariffa standard: 50 Euro. Le serve la fattura?

Oppure potrei arrestare altri sistemi.

Il sistema cardiaco o quello cardiocircolatorio, il sistema respiratorio, quello motorio, quello linfatico, quello neurologico (sia simpatico che seccante e stizzoso), il sistema immunitario e quello endocrino. Il sistema cerebrale… uhm no, non c’è quello cerebrale. Strano. Sistema nervoso centrale, si chiama. Il cervello non è un sistema. Non può essere arrestato. O forse, più semplicemente, in moltissimi casi è già ai domiciliari da un pezzo. Chiuso e immobile nella scatola cranica.

Il sistema solare.

Asteroidi? Vento solare in eccesso che scompiglia i capelli o alza troppo pulviscolo stellare? O semplicemente noia, fastidio? Ti arresto il sistema solare. Magari giusto per un’oretta, il tempo di un caffè e due chiacchiere in santa pace.

Ma il sistema sarà in flagranza di reato?

Non l’ho mai capito. Io impartisco l’ordine. Decido. Poi c’è sempre qualcuno che mi comunica – Sto eseguendo l’arresto -. Saranno le forze speciali ai miei comandi. Una specie di Carabiniere che con una girandola di puntini mi significa il procedimento dell’iter. Severo.

Forse è un conoscente del sacerdote che talvolta pratica l’esorcismo. – Esci da questo account -. Mi impone una croce dinanzi agli occhi e urla forsennato – Esci da questo account! -. E io, lo confesso, spesso mi intimorisce.

Anche ora. In questo momento. Per questo motivo credo che io debba andare. Esco da questo account e arresto il sistema.

Penso che andrò a dare una mano ai toner esausti e a placare la porta allarmata.

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