sogno

Try

Try now we can only lose.

Come se la perdita fosse definibile secondo parametri universali là dove non esistono regole precostituite.

Chi decreta la vittoria in un gioco senza regole, senza premio, senza giudici, senza elementi di valutazione se non la propria personale percezione?

Non so nemmeno perché mi sia soffermato tanto a lungo su questo pensiero. In fondo gli angoli del reale sono talmente tanti che è sufficiente qualche centimetro di distanza per modificarne la lettura.

E allora andiamo.

Sulla mia Bel Air celeste.

Ti porto sulle strade libere da sconfitte e vittorie, le strade dritte verso milioni di orizzonti a scelta, come un drive-in con lo schermo gigante.

Vorrei guardarti con la coda dell’occhio sistemarti un rossetto rosso fuoco nello specchietto del parasole e poi indossare occhiali da sole enormi, mentre il vento lascia volare via qualsiasi ricordo, rimpianto, rimorso, alle spalle di un sogno nuovo, indicativo e presente. Ché io ho sempre avuta una malcelata antipatia per il futuro anteriore.

E poi ci fermeremo a metà in una notte di deserto. Alzeremo il volume dell’autoradio e ci lasceremo ballare alla luce dei fari.

Try to set the night on fire.

57_Chevy_BelAir

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